Il Takemusu
Il Takemusu
Il Takemusu ju jutsu Ryu
del Grand Master Soke: Alfredo Bassani
(La tecnica che genera la tecnica)
Le antiche radici del Takemusu ju jutsu nascono in merito ad una vita trascorsa a contatto pieno sopra e sotto il mare.
Il takemusu jujutsu è l' evoluzioe dell' arte della cedevolezza, uno studio approfondito per determinare l'infinità della tecnica veramente importante per l'evoluzione in merito l'arte marziale.
NOTIZIE SUL JUJUTSU RYU
I quadri tecnici Nazionali del ju jitsu:
I quadri tecnici Nazionali, del ju jitsu:
Si adoperano ancora le tecniche che io praticavo 35 anni fa, non vi è stata nessuna evoluzione, lasciando il ju jitsu alla semplicità più totale.
I programmi, le idee, i seminari sono sempre gli stessi, basati
ju-jutsu
Il J
ūjutsu, è un'arte marziale giapponese il cui nome deriva da jū, o "jiu" secondo una traslitterazione più antica, ("flessibile", "cedevole", "morbido") e jutsu ("arte", "tecnica", "pratica"). Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū). Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri), che se ne servivano per giungere all'annientamento fisico dei propri avversari, provocandone anche la morte, a mani nude o con armi.
Il jūjutsu è un'arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: Hey yo shin kore do, ovvero "Il morbido vince il duro". In molte arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel jujitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.
Le origini
Le origini
La lunga storia e la complessa tradizione dell’arte giapponese del combattimento si concretizzano in una varietà di forme, metodi e armi, ognuno dei quali costituisce una specializzazione particolare di quest’arte. Si ritiene, in genere, che il sedicesimo e il diciassettesimo secolo siano stati l'epoca aurea del bujutsu, le arti da combattimento giapponese. Tutte le più antiche scuole, infatti, collegano la loro origine a quei tempi turbolenti di lotte sociali, da cui uscirono vittoriosi i Tokugawa.
Descrizione
Il jujitsu è un'antica forma di combattimento di origine giapponese di cui si hanno notizie certe solamente a partire dal XVI secolo quando la scuola Takenouchi (竹内流) produsse una codificazione dei propri metodi di combattimento. Ma certo l'origine del jujutsu è molto più antica e la definizione, durante tutto il periodo feudale fino all'editto imperiale del 1876 che proibì il porto delle spade decretando così la scomparsa dei samurai, si attribuiva alle forme di combattimento a mani nude o con armi (armi tradizionali, cioè spada, lancia, bastone, etc.) contro un avversario armato o meno, praticate in una moltitudine di scuole dette Ryū, ognuna con la propria specialità. Bastone, Sai e Nunchaku diventano armi, ma nascendo da semplici attrezzi da lavoro. Il bastone infatti serviva a caricare i secchi, i Sai servivano per la brace, mentre il Nunchaku era un semplice strumento usato per battere il riso.
Tecniche di base
Le tecniche seguono il principio di "JU" (elasticità, morbidezza) ossia di "non resistenza": l'attacco viene neutralizzato assecondando la forza dell'avversario, evitandola mediante una schivata o intercettandola all'origine del movimento.
- ATEMI - percussioni, portate con le mani, i piedi, i gomiti o le ginocchia a colpire i punti vitali GYAKU - lussazioni, leve, torsioni o slogatura delle articolazioni
- NAGE - proiezioni, sbilanciamenti a terra dell'avversario
- OSAE - immobilizzazioni e controllo dell'avversario, sia in piedi che a terra
- SHIME - soffocamenti e strangolamenti